
Valerio De Luca e Pietra Nera Licuti: storia di un successo che profuma di mare
San Giovanni Li Cuti è un luogo magico, dove la pietra lavica dell’Etna incontra il mare e il profumo di salsedine si mescola a quello della cucina siciliana, che da sempre inebria questo gioiello incastonato nel blu del Mediterraneo.
In questo borgo che custodisce l’anima autentica di Catania, sorge Pietra Nera Licuti, la promessa di riscatto mantenuta dal giovane e talentuoso Valerio De Luca.
Classe ’92, Valerio ha trasformato sogni e sacrifici in un progetto coraggioso, destinato a riscrivere la narrazione gastronomica della sua città. Dopo aver mosso i primi passi nella ristorazione, a soli quattordici anni, partendo dal lavoro in sala, quella gavetta fatta di disciplina e sudore, gli ha insegnato il valore della dedizione.
E dopo aver ricevuto una formazione alberghiera, ha scelto di lasciare la sicurezza dell’attività di famiglia per cogliere nuove sfide e inseguire il sogno di diventare chef.
Guidato da un obiettivo chiaro — avere un giorno un ristorante tutto suo — Valerio tuttavia, nel 2020, ha potuto accarezzare quel sogno per poco, un mese prima che scoppiasse la pandemia. La chiusura forzata e la crisi che ne è seguita lo hanno colto impreparato, costringendolo a vendere il suo primo locale e a rimboccarsi le maniche per iniziare la risalita.
È stata proprio questa tenacia che gli ha permesso di inaugurare qualche mese fa Pietra Nera Licuti: un progetto nato da sacrifici, coraggio e la ferma volontà di restare a Catania, nel cuore della sua terra. Oggi quel ristorante è una promessa mantenuta, vibrante di vita, entusiasmo e talento.
L’essenza di Pietra Nera Licuti
Il ristorante si affaccia sulla scogliera e porta nel suo nome il richiamo alla pietra lavica, ingrediente simbolico della terra etnea, in perfetta armonia con il blu del mare. Dietro ogni piatto c’è una visione, e dietro ogni visione c’è lo chef Valerio De Luca, che coniuga la tradizione siciliana a una creatività elegante, valorizzando ogni ingrediente con equilibrio, personalità e profondo rispetto per la materia prima.
Come nello “Scottato di tonno con cipolla in agrodolce”: il mare servito in un contrasto gustativo che risveglia e rasserena. I “gamberoni in pasta kataifi con salsa chili” — croccanti, speziati, freschi — fondono la memoria orientale al calore mediterraneo, con un estro che solletica il palato in attesa di ciò che seguirà.
“I tagliolini al pistacchio con gambero rosso e burrata” è un piatto che racconta il Sud più raffinato, dove ogni ingrediente è protagonista, ma nessuno prevarica. Un piatto che non cerca di stupire con l’eccesso, ma conquista con l’equilibrio, la coerenza e una profonda identità siciliana.
E come ogni esperienza culinaria completa, l’abbinamento con il vino è parte integrante: una carta scelta con cura, dove trovano spazio etichette siciliane e internazionali, dai vini freschi e minerali per il pesce a rossi morbidi e bollicine per chi ama osare.
Ma seduti al tavolo di Pietra Nera Licuti non si assaggia solo del cibo, si assapora una storia: quella di un ragazzo che ha deciso di restare nella sua città, andando contro corrente alle ondate di rassegnazione e vittimismo, dimostrando che coraggio, talento e perseveranza sono gli ingredienti essenziali per realizzare i propri sogni, anche quando tutto sembra remare contro.
Carmelinda Comandatore
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