Messina, il Corteo nazionale No Ponte : associazioni e cittadini in piazza
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Messina, il Corteo nazionale No Ponte : associazioni e cittadini in piazza

Sfidando la pioggia, migliaia di cittadini, associazioni e movimenti sono partiti da piazza Castronovo per il corteo No Ponte, diretto verso piazza Duomo. In apertura le parole dei comitati, seguiti dai rappresentanti nazionali di associazioni, partiti e sindacati, tra cui Elly Schlein, Angelo Bonelli, la senatrice M5S Barbara Floridia e il dirigente Cgil Luigi Giove. Gli organizzatori parlano di “100 organizzazioni in piazza” contro il progetto del Ponte sullo Stretto, definito “una devastazione del territorio” e uno spreco di risorse pubbliche. La recente pubblicazione delle motivazioni della Corte dei conti, sottolineano, ha rafforzato le speranze di chi da anni si oppone all’opera.

La manifestazione percorrerà via Garibaldi fino all’incrocio con via Primo Settembre, dove poi i manifestanti si separeranno tra chi andrà a piazza Duomo, per seguire il comizio finale con la Schlein, e chi a piazza Municipio, per il concerto organizzato da Assemblea No Ponte.

La presenza di Schlein dà un peso politico significativo alla manifestazione, ma la piazza sarà soprattutto animata dalla partecipazione di oltre ottanta realtà tra associazioni ambientaliste, comitati territoriali e organizzazioni sindacali. Tra queste Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF Italia, che confermano ancora una volta la loro contrarietà al progetto del Ponte sullo Stretto.

Le quattro organizzazioni ambientaliste sottolineano come, fin dall’avvio dell’iter, il governo abbia portato avanti una strategia considerata da loro forzata e priva di solide basi, nel tentativo di nascondere criticità e impatti dell’opera. Secondo le associazioni, le procedure avrebbero mostrato elementi contrari alle norme europee e nazionali riguardanti tutela ambientale e appalti pubblici, con un’accelerazione eccessiva che non avrebbe lasciato spazio a valutazioni approfondite.

A rafforzare la presa di posizione della mobilitazione interviene anche il recente parere della Corte dei conti. Il documento, pubblicato giovedì, rileva come il progetto presenti punti critici, in particolare rispetto alla Direttiva Habitat e alle regole UE sugli appalti. Secondo la Corte, le informazioni contenute nella delibera IROPI non risultano adeguatamente documentate e mancano di un’istruttoria completa, elementi che confermano le perplessità già espresse negli ultimi mesi da associazioni e comitati.

Il parere rappresenta un passaggio rilevante anche sul fronte giudiziario: le associazioni ambientaliste hanno infatti già presentato due ricorsi al Tar e inoltrato tre reclami alla Commissione europea. La richiesta, ribadita anche oggi in piazza, è quella di fermare un’opera considerata inutile, impattante e costosa, che non risponderebbe alle reali esigenze di Sicilia, Calabria e dell’intero Mezzogiorno.

Il messaggio che la manifestazione intende portare in strada è chiaro: prima di continuare a investire risorse pubbliche in un’infrastruttura ritenuta dannosa e priva di sostenibilità economica, bisognerebbe concentrare gli sforzi sui problemi strutturali che da anni frenano lo sviluppo del Sud. Collegamenti interni inefficienti, trasporti pubblici insufficienti, mancanza di servizi, fragilità ambientale e dissesto idrogeologico sono i temi che le associazioni mettono al centro della loro mobilitazione, chiedendo una diversa visione di progresso per l’area dello Stretto.

La giornata di oggi diventa quindi un momento simbolico e allo stesso tempo concreto di opposizione al progetto, un’occasione per ribadire dubbi, richieste e alternative, dentro una piazza ampia e composita che chiede di essere ascoltata. La città di Messina torna così al centro del dibattito nazionale, con un corteo che vuole essere non solo una protesta, ma anche una proposta: quella di un futuro costruito su infrastrutture utili, sostenibili e realmente condivise.

Le parole di Matteo Salvini

“La gara c’è stata, è stata fatta. È ovviamente collegata ai costi del 2025. Ma i costi dei materiali, dell’acciaio, del cemento, dell’energia non sono i costi di 10 anni fa. Questo non perché è cambiato il progetto, ma perché è cambiato il mondo. Non è cambiato strutturalmente il progetto, che anzi migliora e migliorerà ulteriormente. Sono cambiati i costi dei materiali dell’energia delle materie prime. Rifare un’altra gara significa dire di no al ponte. L’obiettivo è aprire il cantieri nel 2026”. A dirlo è il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini.

Le parole dell’esponente di AVS Angelo Bonelli

“Oggi è una giornata importante”, dichiara il parlamentare Angelo Bonelli. “I cittadini di Messina, della Sicilia e della Calabria scendono in piazza perché la Corte dei Conti ù un organo costituzionale ha dichiarato illegittima la delibera del governo che impegnava 14 miliardi di euro dello Stato per un’opera concepita nel 1997: una follia”. Bonelli sottolinea che “questi soldi devono essere destinati ai siciliani e calabresi: per ferrovie inesistenti, per depuratori, per lavoro e investimenti cioè ciò che il governo non ha fatto”.

L’esponente di AVS accusa il governo di voler forzare una delibera “che violava non solo la normativa nazionale ma anche le direttive ambientali europee”, presentando “documenti evidentemente non veritieri”, come ha stabilito la Corte dei Conti. “È un “no” avverte Bonelli non a un’infrastruttura in generale, ma a un progetto illegittimo, pensato per regalare soldi pubblici ai privati, senza gara europea, senza un progetto adeguato alle nuove conoscenze scientifiche. E nonostante il fatto che il pilone previsto insiste su una faglia sismica attiva, veniva liquidato con un “non c’è problema”“, ironizza. Bonelli chiede che i 14 miliardi vengano dirottati su infrastrutture reali e utili nel Sud, e afferma che “meno male che la Corte dei Conti grazie anche ai nostri esposti ha fermato tutto: non si possono spendere soldi pubblici violando le leggi europee e nazionali”.

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