INPS, tolto l’assegno a migliaia di famiglie: da oggi non ne hanno più diritto | Protestare non serve, i patti erano chiari
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INPS, tolto l’assegno a migliaia di famiglie: da oggi non ne hanno più diritto | Protestare non serve, i patti erano chiari

Assegno di inclusione – fonte_depositphotos – sicilianews24.it

Assegno di inclusione, ti tolgono tutto, attenzione alla normativa che in pochi conoscono. La legge parla chiaro.

Per il popolo italiano prendere confidenza con quella che è la nuova misura di sostegno non è affatto semplice. Dal 2019 fino allo scorso 31 dicembre molte famiglie potevano godere del tanto discusso Reddito di Cittadinanza, sostegno al reddito che in questi anni aveva dato molto aiuto alle famiglie italiane.

Molto è stato detto sul suo conto, tantissime le persone che erano contro questa misura, rea di dare vita semplice ad alcuni italiani che non avevano nessuna intenzione di impegnarsi in un lavoro. Questa ovviamente, non era la verità, ma i pensiero condiviso da molti.

Detto addio al Reddito di Cittadinanza, gli italiani hanno iniziato a socializzare con l’ADI, altra misura che sembra essere molto più selettiva e in parte, difficile da gestire. Per poterne beneficiare occorre soddisfare taluni precisi requisiti, tra cui la presenza di un ultra sessantenne in famiglia, di minori, ovvero di persone affette da disabilità.

Ma se questo è abbastanza chiaro, esattamente come il limite reddituale, sono ancora molti i punti interrogati, che nascono, in effetti, dalla pratica comune di associare l’ADI all’RDC, pur essendo queste, misure totalmente diverse.

ADI e RDC così vicini ma così distanti

L’ADI è stato quindi presentato come il sostituto del Reddito di Cittadinanza, anche se, in realtà non è esattamente così. Infatti le due misure, pur essendo unite per molte caratteristiche, sono tra loro molto lontane per altre. Ad esempio si uniscono in quelli che sono i beni che non possono essere acquistati con la carta ADI, ovvero, gioielli, pellicce, prodotti finanziari, quelli che sottostanno alle leggi del monopolio italiano e alcol.

Ma allo stesso tempo, si differenziano per altre caratteristiche, come, ad esempio, i requisiti a cui rispondere per poter avere il sostegno. Oltre a questo, la differenza importante sono i termini per spendere la cifra che viene erogata.

ADI – fonte_depositphotos – sicilianews24.it

RDC: se non lo spendi, te lo tolgono

I vecchi percettori del Reddito di Cittadinanza ricorderanno bene che, si aveva come termine per spendere il credito sulla carta, quello del 27 del mese successivo, giorno in cui avveniva la nuova ricarica. Se per quella data non di consumava il credito, questo veniva comunque decurtato dalla carta e dopo alcuni mesi l’importo veniva ridotto del 20%.

Per quello che invece riguarda l’ADI non vi è alcun temine di tempo e gli importi sono cumulabili. 

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