Forza Italia, confronto decisivo tra Tajani e Schifani: Mulè apre alla candidatura
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Forza Italia, confronto decisivo tra Tajani e Schifani: Mulè apre alla candidatura

Forza Italia, confronto decisivo tra Tajani e Schifani: Mulè apre alla candidatura

Dimissioni congelate, salta l’assemblea dell’Irfis per il rinnovo del CdA. L’opposizione attacca il governatore e prepara la manifestazione del 13 ottobre

Il futuro politico di Renato Schifani e gli equilibri interni a Forza Italia in Sicilia passano da un confronto che si preannuncia decisivo. La prossima settimana, a Roma, il leader azzurro Antonio Tajani dovrebbe incontrare il governatore siciliano, anche presidente dell’assemblea del partito, per un faccia a faccia che potrebbe chiarire il destino della leadership regionale in vista delle elezioni del 2027.

«Sarà un confronto da dentro o fuori, sicuramente non sarà interlocutorio ma definitivo: Schifani ha solo congelato l’idea delle dimissioni», spiegano fonti di Forza Italia. L’incontro, previsto per martedì 13 ottobre, dovrebbe coinvolgere anche il commissario regionale del partito Nino Minardo, al centro dello scontro con il presidente della Regione dopo le sue dichiarazioni sulla necessità di una proposta politica completamente nuova.

Intanto, le tensioni si riflettono anche sugli assetti delle società partecipate regionali. È andata deserta l’assemblea dei soci dell’Irfis FinSicilia, il braccio finanziario della Regione che avrebbe dovuto eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, con la nomina alla presidenza di un esponente dell’area catanese di Forza Italia. Per domani è prevista una seconda convocazione, ma è probabile che anche questa vada a vuoto. In tal caso, resterebbe in carica l’attuale CdA.

Mulè apre alla candidatura, l’opposizione attacca Schifani

Mentre sembra allontanarsi l’ipotesi di un secondo mandato per Schifani, torna a circolare il nome del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, che non chiude la porta a una possibile candidatura alla presidenza della Regione.

«Se il partito e la coalizione mi chiamano io rispondo. Sono siciliano, sono stato eletto in Sicilia ed ho sempre detto di essere disponibile», ha dichiarato Mulè a Italpress. E ha aggiunto: «Ho ripetuto negli ultimi mesi che se qualcuno me lo chiede io non mi tiro indietro, a furia di ripeterlo rischio di sembrare un disco rotto».

Mulè ha invece evitato di commentare lo scontro tra Schifani e Minardo, in attesa del confronto chiarificatore con Tajani.

Sul fronte opposto, l’opposizione continua ad attaccare il governatore e si prepara a scendere in piazza il 13 ottobre per chiederne le dimissioni. Il segretario regionale del Partito democratico, Antony Barbagallo, definisce una «farsa già vista» le minacciate dimissioni di Schifani e ironizza sul disegno di legge anticorruzione approvato dalla giunta regionale.

«Tra i punti inseriti nel tardivo disegno di legge anticorruzione manca solo il tariffario…», afferma Barbagallo.

Duro anche il commento dell’ex Iena Ismaele La Vardera, che punta il dito contro le contraddizioni della maggioranza: «La giunta regionale, che ha al suo interno membri rinviati a giudizio per corruzione, approva un disegno di legge anticorruzione, ma siamo su “Scherzi a parte”?».

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