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Messina rafforza la cultura della prevenzione: focus su terremoti, tsunami e rischio vulcanico

MESSINA – In un territorio storicamente esposto a fenomeni sismici e idrogeologici, la prevenzione rappresenta oggi una delle principali sfide per la sicurezza delle comunità.

Proprio su questo tema si è concentrato il meeting dedicato ai rischi naturali organizzato nell’ambito della XV edizione della Settimana della Sicurezza “Messina RISK SIS.MA. 2026”, che ha riunito mondo accademico, Protezione civile, Vigili del Fuoco e istituzioni impegnate nella gestione delle emergenze.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Messina in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina e coordinata scientificamente dalle professoresse di Geofisica Debora Presti e Barbara Orecchio, si inserisce nel programma dell’Esercitazione Comunale di Protezione Civile diretta dall’ingegnere Antonio Rizzo. 

Durante il confronto sono stati affrontati numerosi aspetti legati alla conoscenza, al monitoraggio e alla mitigazione dei rischi naturali, con particolare attenzione ai terremoti, agli tsunami e ai fenomeni vulcanici. Ampio spazio è stato dedicato anche alla valutazione della pericolosità del territorio, agli aspetti geotecnici e strutturali, alla percezione del rischio da parte della popolazione e alle strategie operative da adottare in caso di emergenza. 

A portare il proprio contributo sono stati docenti e ricercatori dell’Università di Messina, rappresentanti dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, oltre a esponenti della Protezione Civile nazionale e regionale e dei Vigili del Fuoco.

Un confronto multidisciplinare che ha evidenziato il ruolo sempre più centrale della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica nella comprensione dei fenomeni naturali e nella pianificazione delle attività di protezione civile. formazione specialistica e applicazioni operative sul territorio.

Le esperienze progettuali presentate e le prospettive di studio illustrate dai partecipanti hanno mostrato come l’investimento nella conoscenza scientifica possa tradursi in strumenti concreti per migliorare la capacità di risposta alle emergenze e aumentare la resilienza delle comunità locali. 

In una città che convive con la memoria di eventi catastrofici come il terremoto del 1908, iniziative di questo tipo confermano l’importanza di una cultura della prevenzione fondata sulla collaborazione tra istituzioni, università e cittadini, con l’obiettivo di trasformare la consapevolezza del rischio in una risorsa per la sicurezza collettiva.

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