I nonni siciliani diventano maestri: il progetto che salva i ricordi dei borghi prima che sia troppo tardi
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I nonni siciliani diventano maestri: il progetto che salva i ricordi dei borghi prima che sia troppo tardi
Studenti armati di smartphone e QR Code trasformano le piazze in “Hub Identitari”. Da Valguarnera a Ficarra, l’iniziativa che unisce le generazioni e punta al Turismo di Ritorno. Corsa ai 40 posti disponibili per il 2026.
Nelle piazze dei nostri borghi, seduti sulle panchine all’ombra dei campanili o nelle vecchie botteghe, ci sono archivi viventi che rischiamo di perdere per sempre. Sono i nostri anziani: custodi di antichi mestieri, dialetti in via di estinzione e storie di una Sicilia che, silenziosamente, sta scomparendo. Ma cosa succede se a raccogliere e salvare questa preziosa eredità ci pensano i ragazzi della Generazione Z, trasformando i nonni in veri e propri “maestri” digitali?
È questa la scintilla rivoluzionaria che anima “Radici in Piazza – Edizione Sicilia”, l’innovativo progetto didattico e territoriale ideato da WebHouseMessina (ente accreditato presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito). Un’iniziativa che sta già accendendo i riflettori sull’isola, candidandosi a diventare il più grande ponte intergenerazionale e culturale dei prossimi anni.
La tecnologia al servizio della memoria
L’idea alla base del progetto capovolge la didattica tradizionale. Gli studenti delle scuole siciliane escono dalle aule e diventano ricercatori sul campo. Guidati da esperti di pedagogia del patrimonio e figure di spicco dell’etnografia (come la celebre Antonella Mott, protagonista delle sessioni formative del progetto), i ragazzi avranno il compito di intervistare i “Custodi della Memoria” della propria comunità.
Questi racconti non resteranno chiusi in un cassetto scolastico, ma diventeranno un bene pubblico. Gli studenti trasformeranno le interviste in podcast, audioguide e percorsi di digital storytelling. Attraverso l’installazione di speciali QR Code nei centri urbani e sui monumenti, le strade dei borghi prenderanno letteralmente voce: a residenti e turisti basterà inquadrarli con lo smartphone per ascoltare un anziano artigiano che racconta il suo mestiere o la storia inedita della piazza narrata dagli stessi ragazzi.
Il boom di adesioni: la corsa per i 40 “Hub Identitari”
Il progetto, che incrocia perfettamente gli obiettivi del PNRR e le ore obbligatorie di Educazione Civica, ha già incassato un fondamentale riconoscimento: il Patrocinio nazionale di UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia), confermando l’altissimo valore per la tutela del patrimonio immateriale.
L’obiettivo finale è ambizioso: una grande festa diffusa nel maggio 2027 in concomitanza con le celebrazioni dell’Anno delle Radici Italiane. E sebbene le adesioni ufficiali per istituti scolastici e amministrazioni si apriranno formalmente solo a settembre 2026, il territorio ha già risposto con un entusiasmo dirompente.
L’Edizione Pilota prevede infatti un numero chiuso e rigoroso: solo 40 “Hub territoriali” in tutta l’isola. Una limitazione volta a garantire l’altissima qualità formativa dell’iniziativa, che ha scatenato una vera e propria corsa d’anticipo tra le istituzioni locali. Quattro Comuni pionieri hanno bruciato le tappe, deliberando l’adesione ufficiale per non farsi sfuggire l’opportunità: si tratta di Valguarnera Caropepe (EN), Condrò (ME), Ficarra (ME) e Montagnareale (ME). Amministrazioni lungimiranti che hanno già staccato il biglietto per trasformare i propri centri in avanguardie del turismo culturale.
Il richiamo del Turismo di Ritorno
“Radici in Piazza” non si limita a far dialogare nonni e nipoti, ma getta un ponte virtuale e reale attraverso gli oceani. L’infrastruttura digitale creata dai ragazzi (podcast e mappature) è lo strumento d’accoglienza perfetto per intercettare il Turismo delle Radici. Sarà un richiamo per i figli e nipoti di emigrati siciliani nel mondo, pronti a tornare nell’isola per riscoprire i luoghi di origine delle loro famiglie, trovando ad accoglierli un paese che sa ancora raccontarsi.
Una sinergia perfetta tra scuola, comuni e memoria storica per combattere lo spopolamento. La sfida per i restanti 36 posti è aperta: a settembre il fischio d’inizio per le iscrizioni ci dirà quali altre piazze siciliane sceglieranno di rendere eterne le proprie radici.
Per scoprire tutti i dettagli del progetto, le modalità di adesione per scuole e amministrazioni, e per visionare il programma completo, è possibile visitare il sito ufficiale: https://lnx.webhousemessina.com/whb/radici-in-piazza-sicilia/
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