Schifani “Con Salvini non è successo nulla, il mio lavoro ha bisogno di continuità”
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Schifani “Con Salvini non è successo nulla, il mio lavoro ha bisogno di continuità”

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha commentato la nomina di Annalisa Tardino a commissario straordinario dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, intervenendo nel corso della manifestazione EtnaForum a Ragalna, nel catanese.

«Stimo Annalisa Tardino, è una brava avvocata e mi sono trovato bene con lei nel coordinamento della Lega», ha dichiarato Schifani. «Per quel settore penso serva una figura tecnica, quanto meno competente. Ad aprile, dopo un confronto informale con il ministro Matteo Salvini non ci siamo più sentiti. A giugno ho avuto un incontro con il vice ministro Rixi, che ha la delega ai porti. In quella fase avevo condiviso l’esigenza di garantire continuità tecnica, facendo riferimento a Pasqualino Monti. Monti ha regalato il mare a Palermo».

Il governatore ha precisato: «Quando ad aprile Salvini mi manifestò le sue ipotesi sulle nomine ebbi a dire che stimavo Tardino e l’avrei presa in considerazione in caso di rimpasto, ma per quel settore occorreva una figura tecnica. Stimo Tardino, che reputo un ottimo avvocato e le mando un grande abbraccio».

Rapporti con Salvini

Schifani ha ricostruito le tappe dei rapporti con il ministero delle Infrastrutture: «Successivamente non ci siamo più sentiti. Mi è stata chiesta un’intesa sull’Autorità portuale di Messina e l’ho concessa. Il primo luglio ho scritto al ministro Salvini e domandato come mai avessi ricevuto una richiesta d’intesa su Messina mentre non arrivava nessuna notizia su Palermo. Ho preferito restare in attesa: non avrei voluto che si arrivasse a un commissariamento, perché ritengo necessaria la continuità e una guida radicata nel territorio. Non ho avuto alcun riscontro e il 18 agosto è stata comunicata questa nomina».

Quanto all’ipotesi di rapporti incrinati con Salvini, Schifani ha chiarito: «Il “grande amore” non è cambiato, non è successo nulla. Ho già dichiarato che Salvini è il miglior ministro delle Infrastrutture di un governo nazionale che la Sicilia ha avuto».

Il progetto del ponte e le infrastrutture

Sul tema delle grandi opere, Schifani ha ribadito la centralità del Ponte sullo Stretto come parte di un piano più ampio: «Quello del ponte è un progetto ampio, che prevede anche l’accelerazione della rete ferroviaria: la media velocità sulla Palermo-Catania-Messina verrà completata nel 2032, finanziata in parte dal Fondo sviluppo e coesione e in parte dal Pnrr».

Il presidente ha aggiunto: «Già entro quest’anno la media velocità nel primo tratto che parte da Catania sarà completata, poi ci sono altri cinque lotti. Stiamo andando avanti in un progetto condiviso, così come sulla Catania-Ragusa e sulla Palermo-Catania della quale io stesso ho chiesto la nomina a commissario, per semplificare tutti questi cantieri».

Schifani ha spiegato di aver trovato una situazione critica al suo insediamento: «Quando mi sono insediato ho trovato la Palermo-Catania con 30 cantieri, di cui 20 non funzionanti, pertanto ho chiesto poteri per accelerare i lavori con le imprese che perdevano tempo. Abbiamo visto che c’era pure un ulteriore investimento da 800 milioni, perché la Palermo-Catania non è mai stata oggetto di manutenzione e alcuni ponti rischiavano il crollo: volevamo evitare che si ripetesse la disgrazia del ponte di Genova. Con il ministero e i miei subcommissari lavoriamo per avere in 2-3 anni un’autostrada totalmente rinnovata: il ponte non può rimanere isolato a se stesso, perché correremmo il rischio che arrivi tanta gente a Messina e poi si fermi a Messina».

Schifani e la politica regionale

Il presidente della Regione ha parlato anche di prospettive politiche e di possibili tensioni interne: «Abbiamo superato un momento terribile con la morte di Silvio Berlusconi. L’europeismo e l’atlantismo restano sue eredità ideali, al di là della classe dirigente».

Ha poi sottolineato: «La vera svolta è arrivata pochi giorni fa, con l’approvazione della norma che introduce l’elezione diretta dei coordinatori regionali, prima previsti soltanto a livello provinciale. È un cambiamento importante: quando si innova possono nascere competizioni, ma questa è la democrazia. Non deve però tradursi in polemiche esterne. Il confronto deve restare interno, perché divisioni pubbliche non giovano all’immagine del partito».

Riguardo alla propria ricandidatura alle Regionali 2027, Schifani ha precisato: «Sono due aspetti diversi: guidare il partito è una cosa, proseguire l’impegno istituzionale un’altra. Ho ricevuto grande sostegno anche dagli alleati. Cito in particolare Elena Pagana, che mi ha dato un contributo importante. Ritengo che il mio lavoro abbia bisogno di continuità. Stiamo affrontando sfide cruciali come i termovalorizzatori, l’emergenza idrica e la riapertura delle Terme di Sciacca».

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