
Dinamiche imprenditoriali in Sicilia: saldo in miglioramento e segnali di resilienza nel primo semestre 2025
Il Centro Studi di Assoesercenti ha analizzato l’andamento del tessuto imprenditoriale siciliano del primo semestre 2025, mettendo a confronto i dati con lo stesso periodo del 2024. L’analisi evidenzia segnali di vivacità nelle nuove iniziative imprenditoriali, accompagnati da una contestuale riduzione delle cessazioni: un equilibrio che restituisce un quadro in miglioramento rispetto all’anno precedente.
Tra gennaio e giugno 2025 sono state 13.472 le nuove imprese iscritte nei registri camerali siciliani, contro le 12.654 dello stesso periodo del 2024. L’aumento in valori assoluti è di 818 unità, pari a una crescita del +6,5%.
Questo dato riflette una maggiore propensione all’avvio di attività, spinta probabilmente da un contesto di lieve ripresa settoriale e da incentivi mirati all’imprenditoria giovanile e femminile.
Sul fronte opposto, le imprese cessate nel primo semestre 2025 sono state 11.504, in diminuzione rispetto alle 12.174 del 2024. La flessione, pari a -670 unità (-5,5%), evidenzia una tenuta più solida delle aziende già attive, nonostante le persistenti difficoltà legate al caro energia e all’accesso al credito.
Il saldo generale in Sicilia nel primo semestre 2025, tra iscrizioni e cessazioni sul totale delle imprese è positivo, un valore dettato dall’elevato numero di iscrizioni di imprese che non hanno ancora dichiarato inizio attività, ovvero si tratta di imprese “non classificate”. Infatti le iscrizioni di imprese “non classificate” rappresentano oltre il 48% del totale di imprese nuove iscritte e registrano un saldo positivo di oltre 5,4 mila unità. Dunque, non volendo considerare questo dato e osservando solo i dati delle imprese che svolgono regolarmente l’attività, soprattutto nei maggiori macrosettori come il commercio, l’industria, il turismo, l’edilizia, l’agricoltura e i trasporti, il saldo tra iscrizioni e cessazioni rimarrebbe in terreno negativo, come spesso accade nella prima parte dell’anno. Nonostante ciò, il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, mostra un miglioramento evidente: -3.463 imprese nel 2025 contro -4.168 nel 2024. In altri termini, il sistema produttivo siciliano ha ridotto la perdita netta di oltre 700 unità in soli dodici mesi.
Nel complesso, i maggiori settori come commercio, industria, turismo, edilizia e trasporti, mantengono i dati in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’agricoltura mostra termini di crescita, con un aumento di quasi il 5% delle iscrizioni e un calo di oltre l’8% delle cessazioni.
Il settore del commercio, se si osservano i dati territoriali, mostra un netto segno di ripresa nella provincia catanese dove, seppur le iscrizioni segnano un calo dell’1%, le cancellazioni passano da 942 del 1° semestre 2024 a 741 unità del primo semestre 2025, ovvero una diminuzione del 21,34%. Bene anche Palermo nel commercio con +6% di iscrizioni e -9,7% di cessazioni nel confronto tra i semestri 2024 e 2025.
La provincia catanese bene anche nel turismo dove registra una diminuzione delle cessazioni del 30% (233 unità nel 2024 e 163 nel 2025).
L’andamento del primo semestre 2025 restituisce l’immagine di un sistema imprenditoriale siciliano che, pur rimanendo fragile, dimostra segnali di resilienza e di capacità di adattamento. Il miglioramento del saldo negativo rispetto al 2024 evidenzia un processo di consolidamento che, se sostenuto da politiche mirate e da strumenti di accompagnamento alle imprese, potrebbe trasformarsi in una ripartenza strutturale nei prossimi anni.
Particolarmente significativo è il ruolo dell’agricoltura, che si conferma comparto dinamico e capace di attrarre nuove iniziative, nonché quello del commercio e del turismo in alcune aree territoriali, dove la contrazione delle cessazioni rappresenta un segnale di stabilizzazione importante. Tuttavia, il peso rilevante delle imprese “non classificate” suggerisce cautela nell’interpretazione dei dati: occorre distinguere tra la vitalità apparente del registro camerale e la reale capacità produttiva e occupazionale del tessuto economico.
In definitiva, i dati mostrano una Sicilia imprenditoriale che sta lentamente recuperando terreno, ma che necessita di un supporto costante per tradurre l’aumento delle iscrizioni in crescita effettiva, investimenti e nuova occupazione.
“I dati del nostro Centro Studi – commenta il presidente di Assoesercenti Salvo Politino – ci consegnano un quadro che, pur non privo di criticità, incoraggia e apre a prospettive di fiducia. La Sicilia, nei primi sei mesi del 2025, dimostra di voler scommettere ancora sull’impresa: aumentano le nuove iscrizioni, diminuiscono le cessazioni e in alcuni comparti, come agricoltura, commercio e turismo, emergono segnali particolarmente confortanti.
Questa resilienza del tessuto imprenditoriale va letta come un segnale chiaro: i siciliani non si arrendono alle difficoltà, ma hanno bisogno di strumenti certi, accessibili e duraturi – prosegue Politino -. Perché la spinta all’iniziativa privata si trasformi in occupazione stabile e in crescita reale, occorre una strategia che unisca politiche pubbliche e azione delle associazioni di categoria.
Assoesercenti ribadisce tre priorità: semplificazione burocratica, perché avviare e gestire un’impresa non deve essere un percorso a ostacoli; accesso agevolato e garantito al credito, condizione indispensabile per investire; incentivi mirati e stabili nei settori strategici, dall’agricoltura al turismo, dal commercio all’innovazione.
Siamo convinti che la Sicilia abbia tutte le potenzialità per diventare un laboratorio di sviluppo sostenibile e inclusivo. Il nostro impegno – conclude il presidente Assoesercenti – è accompagnare le imprese, rappresentarle nelle sedi istituzionali e proporre soluzioni concrete. Ma serve una visione condivisa che metta davvero al centro il lavoro, l’impresa e i territori. Solo così i numeri positivi di oggi potranno tradursi in un cambiamento strutturale domani”.
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